martedì 27 maggio 2014
giovedì 22 maggio 2014
Comprendo
la tua caparbia volontá di essere sempre assente
perchè solo così si manifesta
la tua magia. Innumeri le astuzie
che intendo.
Insisto
nel ricercarti nel fuscello e mai
nell'albero spiegato, mai nel pieno, sempre
nel vuoto: in quello che anche al trapano
resiste.
Era o non era
la volontá dei numi che presidiano
il tuo lontano focolare, strani
multiformi multanimi animali domestici;
fors'era così come mi pareva
o non era.
Ignoro
se la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l'innocenza é una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me,
di te tutto conosco, tutto
ignoro.
[Eugenio Montale]
la tua caparbia volontá di essere sempre assente
perchè solo così si manifesta
la tua magia. Innumeri le astuzie
che intendo.
Insisto
nel ricercarti nel fuscello e mai
nell'albero spiegato, mai nel pieno, sempre
nel vuoto: in quello che anche al trapano
resiste.
Era o non era
la volontá dei numi che presidiano
il tuo lontano focolare, strani
multiformi multanimi animali domestici;
fors'era così come mi pareva
o non era.
Ignoro
se la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l'innocenza é una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me,
di te tutto conosco, tutto
ignoro.
[Eugenio Montale]
mercoledì 7 maggio 2014
il mondo della scomparsa
Eredità
I nostri avi ci hanno lasciato in eredità
degli Schonbrunn, dei Palazzi d’Inverno,
dei Ponts Charles,
delle Piazza San Marco,
senza menzionare
i Westminster
che rappresentano
i drammi di Shakespeare,
i romanzi di Tolstoi
o la “suite n. 3” di Bach.
E noi altri,
cosa lasceremo in eredità
ai nostri discendenti?
Degli snack-bar,
delle stazioni di servizio,
dei garages,
e qualche anti-romanzo.
1977
Izet Sarajlić nato a Doboj nel 1930, è scomparso a Sarajevo il 2 maggio del 2002.
I nostri avi ci hanno lasciato in eredità
degli Schonbrunn, dei Palazzi d’Inverno,
dei Ponts Charles,
delle Piazza San Marco,
senza menzionare
i Westminster
che rappresentano
i drammi di Shakespeare,
i romanzi di Tolstoi
o la “suite n. 3” di Bach.
E noi altri,
cosa lasceremo in eredità
ai nostri discendenti?
Degli snack-bar,
delle stazioni di servizio,
dei garages,
e qualche anti-romanzo.
1977
Izet Sarajlić nato a Doboj nel 1930, è scomparso a Sarajevo il 2 maggio del 2002.
sabato 15 marzo 2014
vecchio post
La nostra
società può essere definita come un feudo all’aria condizionata. Il
nostro cervello accoglie il “nuovo”, il tecnologico come miglioria. Ma,
finché si parlava di lavatrice questa tecnologia aveva la funzione di
sollevare la fatica soprattutto femminile, e potrei citare mille altri
esempi innovativi volti al “buono”. Ma la tecnologia è andata ben oltre,
una volta scoperto che certi mezzi, specialmente legati alla
comunicazione, sono tecniche di controllo sociale, quindi logiche di
potere.
La tecnologia offre possibilità e limitazioni. Ma il suo uso, quando prevale, si sostituisce alle nostre funzioni “non tecnologiche”. Come dire che senza numero memorizzato sul cellulare noi non siamo in grado di imparare a memoria il numero – o meglio, sappiamo ancora farlo ma siamo disabituati dal farlo, e così il leggere pagina per pagina un libro. Perché farlo se internet ti dà la sintesi immediata? Il problema è che internet dà potere. Di conoscenza spicciola, di relazioni spicciole, di velocità idiota. Ma pur sempre una forma di potere. Da schiavi, ma pur sempre una forma di “protagonismo”.
Il danno di queste relazioni orizzontali e virtuali è quello di dimenticare le emozioni, le percezioni tattili, olfattive, sensoriali, emotive liquefacendole sull’altare dello schermo.
E creando una potenza immaginaria ed illusoria tutta volta alla distrazione e alle interruzioni cognitive. E così siamo in-formati ma non formati, digeriamo pillole di fatterelli ma non sappiamo più contestualizzarli in una analisi più generale. Sappiamo tutto sul particolare ma nulla del generale.
La consapevolezza di “qualcosa“ non necessariamente indica la strada del cambiamento o della trasformazione.
Per mettere in atto il “cum sapere“ c'è necessità di leggere il termine cum come con, insieme, in relazione. Altrimenti si rischia di isolarsi nel proprio sapere. Altra necessaria considerazione è che per porsi in relazione c'è bisogno di reciprocità, quindi di ascolto. E, oggigiorno, i tempi dell'ascolto sono inesistenti. Così come quelli della riflessione, figuriamoci quella della comunanza consapevole. Anzi, i luoghi ed i tempi dell'ascolto sono vanificati dal troppo “rumore”, dalla ridondanza di affermazioni che ci vengono propinate.
Ora, dato che la consapevolezza di qualcosa deve necessariamente trovare alloggio nella sua applicazione, altrimenti si riduce a teoria se non ha capacità di messa in atto e questa applicazione deve essere collettiva, non isolata a sé, altrimenti troverebbe solo testimonianza di pacificazione della propria coscienza.
La tecnologia offre possibilità e limitazioni. Ma il suo uso, quando prevale, si sostituisce alle nostre funzioni “non tecnologiche”. Come dire che senza numero memorizzato sul cellulare noi non siamo in grado di imparare a memoria il numero – o meglio, sappiamo ancora farlo ma siamo disabituati dal farlo, e così il leggere pagina per pagina un libro. Perché farlo se internet ti dà la sintesi immediata? Il problema è che internet dà potere. Di conoscenza spicciola, di relazioni spicciole, di velocità idiota. Ma pur sempre una forma di potere. Da schiavi, ma pur sempre una forma di “protagonismo”.
Il danno di queste relazioni orizzontali e virtuali è quello di dimenticare le emozioni, le percezioni tattili, olfattive, sensoriali, emotive liquefacendole sull’altare dello schermo.
E creando una potenza immaginaria ed illusoria tutta volta alla distrazione e alle interruzioni cognitive. E così siamo in-formati ma non formati, digeriamo pillole di fatterelli ma non sappiamo più contestualizzarli in una analisi più generale. Sappiamo tutto sul particolare ma nulla del generale.
La consapevolezza di “qualcosa“ non necessariamente indica la strada del cambiamento o della trasformazione.
Per mettere in atto il “cum sapere“ c'è necessità di leggere il termine cum come con, insieme, in relazione. Altrimenti si rischia di isolarsi nel proprio sapere. Altra necessaria considerazione è che per porsi in relazione c'è bisogno di reciprocità, quindi di ascolto. E, oggigiorno, i tempi dell'ascolto sono inesistenti. Così come quelli della riflessione, figuriamoci quella della comunanza consapevole. Anzi, i luoghi ed i tempi dell'ascolto sono vanificati dal troppo “rumore”, dalla ridondanza di affermazioni che ci vengono propinate.
Ora, dato che la consapevolezza di qualcosa deve necessariamente trovare alloggio nella sua applicazione, altrimenti si riduce a teoria se non ha capacità di messa in atto e questa applicazione deve essere collettiva, non isolata a sé, altrimenti troverebbe solo testimonianza di pacificazione della propria coscienza.
venerdì 14 marzo 2014
pioggia di rane
Dunque è così che dobbiamo vivere? Nel costante presentimento
che ogni minuto speso lo è in direzione di qualcosa che,
fondamentalmente, è fine a se stesso? E che non resta che uno spazio
marginale per il senso, per la direzione intima, che ognuno contiene in
sé. Che istintivamente ci ri-congiunge, come una colonna vertebrale
immaginaria, verso l'alto, verso la linea tratteggiata della terra
verso il cielo. Invece è così antagonista la direzione in cui dobbiamo
spendere il nostro tempo, le nostre energie, le nostre gocce di sudore?
Poggiando pesantemente i piedi sulla terra arida e affastellando scatole
vuote? Cadendo ogni volta che si inciampa come fosse qualcosa di
inesorabile. Orare, pregare, che non si lascia commuovere. Quasi
esistesse un'unica legge: quella del visibile. Quale commozione
renderebbe possibile la vista di un cuore e un'anima che suda nella sua
imponderabile in-visibilità. Ci vorrebbe una pioggia di rane dal cielo a
ricordo di Magnolia, a farci trasalire. A scansarci dalla direzione
ottusa e orizzontale. A farci volgere gli occhi verso l'unica direzione
possibile che, con minuziosa e costante pignoleria, esorcizziamo,
giriandogli le spalle quotidianamente in nome dell'inutile
affastellamento. Con-figurati come sagome al bersaglio, ognuno ricopre
il cmquadro assegnatogli e vi ammucchia pile di mattoni a
rappresentazione di sé e del proprio valore in linea orizzontale. In
equilibrio costante tra apparizione e scomparsa. Limitandosi a pensare
che le regole del gioco siano quelle scritte sulla terra che
calpestiamo. Ci vorrebbe una pioggia di rane, l'ho detto, a ri-dettare
le regole, a scompaginare e seppellire i cumuli affastellati. A farci
volgere gli occhi al cielo tutti nella stessa direzione, tutti uguali
per una volta, tutti memori di quel che c'è davvero da sapere. Tutti
improvvisamente e consapevolmente umili nella percezione di quello che
siamo.
31 maggio 2008
lunedì 3 febbraio 2014
xx
premesso che siano in un paese ed in un momento da schifo già da troppo tempo.
Premesso che abbiamo confezionato un Paese in cui le ragazze non hanno altra ispirazione che diventare veline e/o escort e i ragazzi calciatori- fatte le rare dovute eccezioni, s’intende-, premesso che siamo in un paese senza tutela, in cui ci sono cifre raccapriccianti di morti sul lavoro, morti per suicidio in carcere, morti per strangolamento da debiti, per femminicidi.
Fatta questa premessa, che leggera non è, passiamo a fotografare la situazione politica attuale.
Dopo venti anni siamo riusciti a utilizzare lo strumento legale per inchiodare Berlusconi alle sue responsabilità. E’ cambiato qualcosa? No. Non lo vedo nè in carcere nè in affido ai servizi sociali, come dovrebbe. Anzi. Viene addirittura riesumato e riabilitato da tal Renzi, esponente della “nuova” sinistra. la speranza della sinistra! Un galletto vallespluga dai trascorsi celebri al quizzone Ruota della fortuna. Emblema del rinnovamento a sx.
Non sono masochista. Io alla sinistra ci vorrei credere davvero.
Perchè non è da oggi che ho iniziato a farlo.
Ma vediamolo nel dettaglio questo gran lavoro della sx al governo che fa capo a Napolitano Letta &co.
Io ricordo, aiutata da un bel commento di un esponente del M5s, le leggi vergogna su misura per Berlusconi, i suoi reati, i suoi processi, le sue aziende, le sue tv, i suoi affari. Ricordo tre scudi fiscali e una dozzina fra condoni tributari, edilizi e ambientali.
Io ricordo il voto a maggioranza sulla mozione “Ruby nipote di Mubarak”.
Ricordo la legge di rimborso truffa ai partiti di 2,3 miliardi tradendo il referendum che abolì i finanziamenti pubblici.
Ricordo la mozione M5S-Sel per sospendere l’acquisto dei caccia F-35, dopodiché Napolitano riunì il Consiglio di Difesa e decretò che il Parlamento non doveva impicciarsi.
Ricordo l’attentato alla Costituzione, l'unica cosa degna e ben fatta di questo Paese, e infine quest’ultimo regalo di 7,5 miliardi alle banche con soldi nostri, rapinati dalle riserve di Bankitalia.
E, premetto, non ho buona memoria quindi scommetto di aver dimenticato molte altre cose.
Dunque è assai difficile credere che sinistra coincida con questi tradimenti. Mi sono turata il naso quando la mia sinistra mi ha chiesto di votare Mortadella, Ho gioito quando ho visto una donna come la Boldrini essere nominata ma ho poi sclerato di fronte ad una metodologia antidemocratica.
Non mi piace Grillo, tantomeno casaciò, ma per un attimo ho chiuso gli occhi ed ho provato a uscire fuori dall’armatura ideologica che mi imbrigliava a sx. Ho solo ascoltato quello che dicevano.
E quello che dicevano, presa con la consapevolezza di funzionare solo ed esclusivamente come leva per scardinare un sistema, l’ho trovato congeniale al momento.
Contano i fatti. E, nei fatti, sti tipi quà i loro stipendi di parlamentari non se lo mettono in tasca. Ho atteso che almeno uno, non dico tutti, uno di sx facesse altrettanto.
Come tutte le forze improvvisate sono pericolosi, ma sono pericolosi in termini di indisciplina, di ego smisurato, di autoreferenzialità, di bagarre spicciola. Certo, vanno presi con le molle. Ma da venti anni a questa parte sono gli unici che hanno provato a fare opposizione. A sx il termine opposizione è defunto da troppo tempo.
Sono attaccabilissimi per padri fascisti, per ingenuità mediatica, per giovanilismo, per superficialità ideologica. Attaccarli per metodi squallidi in parlamento mi sembra strumentale, quando da sempre vediamo in parlamento il peggio del peggio del peggio... Ma sono quel che ci vuole in questo momento per sbullonare, tellurare, smottare i tromboni che siedono a rappresentanza della sx e che di sx, di quel che io credo debba essre di sx, non hanno Nulla.
I grillini sono funzionali al necessario terremoto e come tali vanno interpretati.
Inutile scomodare vecchi baroni per screditarli. Chiunque abbia amore per la sinistra dovrebbe essre contro chi la rappresenta indegnamente.
Premesso che abbiamo confezionato un Paese in cui le ragazze non hanno altra ispirazione che diventare veline e/o escort e i ragazzi calciatori- fatte le rare dovute eccezioni, s’intende-, premesso che siamo in un paese senza tutela, in cui ci sono cifre raccapriccianti di morti sul lavoro, morti per suicidio in carcere, morti per strangolamento da debiti, per femminicidi.
Fatta questa premessa, che leggera non è, passiamo a fotografare la situazione politica attuale.
Dopo venti anni siamo riusciti a utilizzare lo strumento legale per inchiodare Berlusconi alle sue responsabilità. E’ cambiato qualcosa? No. Non lo vedo nè in carcere nè in affido ai servizi sociali, come dovrebbe. Anzi. Viene addirittura riesumato e riabilitato da tal Renzi, esponente della “nuova” sinistra. la speranza della sinistra! Un galletto vallespluga dai trascorsi celebri al quizzone Ruota della fortuna. Emblema del rinnovamento a sx.
Non sono masochista. Io alla sinistra ci vorrei credere davvero.
Perchè non è da oggi che ho iniziato a farlo.
Ma vediamolo nel dettaglio questo gran lavoro della sx al governo che fa capo a Napolitano Letta &co.
Io ricordo, aiutata da un bel commento di un esponente del M5s, le leggi vergogna su misura per Berlusconi, i suoi reati, i suoi processi, le sue aziende, le sue tv, i suoi affari. Ricordo tre scudi fiscali e una dozzina fra condoni tributari, edilizi e ambientali.
Io ricordo il voto a maggioranza sulla mozione “Ruby nipote di Mubarak”.
Ricordo la legge di rimborso truffa ai partiti di 2,3 miliardi tradendo il referendum che abolì i finanziamenti pubblici.
Ricordo la mozione M5S-Sel per sospendere l’acquisto dei caccia F-35, dopodiché Napolitano riunì il Consiglio di Difesa e decretò che il Parlamento non doveva impicciarsi.
Ricordo l’attentato alla Costituzione, l'unica cosa degna e ben fatta di questo Paese, e infine quest’ultimo regalo di 7,5 miliardi alle banche con soldi nostri, rapinati dalle riserve di Bankitalia.
E, premetto, non ho buona memoria quindi scommetto di aver dimenticato molte altre cose.
Dunque è assai difficile credere che sinistra coincida con questi tradimenti. Mi sono turata il naso quando la mia sinistra mi ha chiesto di votare Mortadella, Ho gioito quando ho visto una donna come la Boldrini essere nominata ma ho poi sclerato di fronte ad una metodologia antidemocratica.
Non mi piace Grillo, tantomeno casaciò, ma per un attimo ho chiuso gli occhi ed ho provato a uscire fuori dall’armatura ideologica che mi imbrigliava a sx. Ho solo ascoltato quello che dicevano.
E quello che dicevano, presa con la consapevolezza di funzionare solo ed esclusivamente come leva per scardinare un sistema, l’ho trovato congeniale al momento.
Contano i fatti. E, nei fatti, sti tipi quà i loro stipendi di parlamentari non se lo mettono in tasca. Ho atteso che almeno uno, non dico tutti, uno di sx facesse altrettanto.
Come tutte le forze improvvisate sono pericolosi, ma sono pericolosi in termini di indisciplina, di ego smisurato, di autoreferenzialità, di bagarre spicciola. Certo, vanno presi con le molle. Ma da venti anni a questa parte sono gli unici che hanno provato a fare opposizione. A sx il termine opposizione è defunto da troppo tempo.
Sono attaccabilissimi per padri fascisti, per ingenuità mediatica, per giovanilismo, per superficialità ideologica. Attaccarli per metodi squallidi in parlamento mi sembra strumentale, quando da sempre vediamo in parlamento il peggio del peggio del peggio... Ma sono quel che ci vuole in questo momento per sbullonare, tellurare, smottare i tromboni che siedono a rappresentanza della sx e che di sx, di quel che io credo debba essre di sx, non hanno Nulla.
I grillini sono funzionali al necessario terremoto e come tali vanno interpretati.
Inutile scomodare vecchi baroni per screditarli. Chiunque abbia amore per la sinistra dovrebbe essre contro chi la rappresenta indegnamente.
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