martedì 21 maggio 2013


http://manginobrioches.wordpress.com/2013/04/22/scusi-e-qui-la-sinistra/
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Scusi, è qui la sinistra?

quarto stato oggi
Cercavo la sinistra, stamattina.
Al mercato, la sinistra erano marito e moglie al loro banco di verdure, le  dita marroni tra cui sparivano i centesimi di quell’economia minima, fondamentale che girava, vestita male, sofferente, in mezzo alla gente, dieci centesimi di qui, otto di là, perché ci sono vite misurate in centesimi, uno sull’altro, dalle quattro del mattino alle otto di sera, e poi a letto.
Quell’economia piccola, smunta, guardava alla sinistra, ma mica la riconosceva: si guardavano senza conoscersi, senza poter fare nulla l’una per l’altra, forse senza nemmeno esistere, l’una per l’altra.
La sinistra era il garzone marocchino, la pensionata che toccava i cavolfiori uno per uno, il custode del parcheggio seduto sul bizzolo, ero io che stavo contemporaneamente in due piazze diverse: quella dei centesimi, dei cavolfiori, delle cassette di legno che oggi sono cassette domani sedili dopodomani legna per il forno, e quella che mi portavo in tasca, dentro l’aifòn, quella virtuale dove invece di passeggiare scriviamo, invece di comprare linkiamo invece di gridare ritwittiamo e mi chiedevo se fossero la stessa cosa, quelle due piazze, e dove mai si potessero incontrare, oltre che – fortuitamente e malamente – nella mia persona.
Mi chiedevo come e dove quella sinistra, quella scritta e proclamata, linkata e ritwittata, potesse mai incontrare i cavolfiori della pensionata, l’economia dei centesimi, le cassette di legno spostate dal garzone marocchino. Dove la sinistramateriale, quella dei prezzi, dei diritti, dei contratti, delle relazioni, diventasse la sinistra immateriale delle parole, e forse quella irreale delle votazioni a scrutinio segreto e dei segreti a scrutinio palese. La sinistra che non sa nemmeno di esistere e la sinistra che esiste in un modo che nessuno di noi comprende, per alzata di mano e coltello nello schiena. In mezzo noi, il corpo elettorale per metà incorporeo, dissolto nella nuvola di status, tweet, link, che tutti assieme fanno una voce incredibile ma anche nessuna voce, non più dell’uno vale uno che sottoscriviamo con la matita copiativa, nella cabina di legno durante quel rito povero, laico, spartano che è la democrazia esercitata, la democrazia applicata talmene capillare e minima che nemmeno noi la comprendiamo per intero.
Mi chiedevo come convertire una piazza nell’altra, scambiare link con cavolfiori e sguardi con diritti, e matite copiative con parole e scelte che ridiventano centesimi, legno, cavolfiori, banchi della frutta e verdura. E anche segretari di partito che dicono cose che condivido o quantomeno rispetto, e portavoce che portano vocisensate, meditate, limpide, nutrienti.
Non so se il Pd è morto, so che la sinistra non può morire. Ma non so esattamente come farla vivere, con questo suo corpo così bello, inafferrabile, mezzo piazza e mezzo parola, mezzo cavolfiore e mezzo matita, mezzo me mezzo chissà.

9 commenti:

  1. La classe operaia e la sinistra vivevano come l'attinia e il paguro, cioè in simbiosi.
    La classe operaia è diventata borghese trascinandosi dietro la sinistra.
    Che c'è di strano?
    Ciao Bru.

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  2. dissento. la classe operaia è semplicemnte salita di un gradino nel «girone»; nel frattempo a questa, tenuta in ostaggio dai sindacati, si è sostituita una “nuova povertà” una composizione sociale trasversale e ai margini delle categorie sociali, senza accesso ai microcrediti, alle rate, ai bisogni piccolo borghesi gaicchè non garanti di un minimo di potere“indeterminato”. La sinistra non ha avuto occhi e cuore per esserne referente, per esserne portavoce. Da troppo tempo la sinistra ha smesso di guardare alla sua sinistra. convinta che l'ultimo della ...classe fosse l'operaio. ciao gus

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  3. sia, al posto di fosse. comunque sia la colpa della inadeguatezza della sinistra non è della classe operaia che lo ha inseguito nella sua lenta omologazione. Non poteva far altro.

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    1. La lotta tra capitalismo e comunismo è avvenuta negli anni del socialismo reale che ha mostrato il suo vero volto, cioè quello di un'utopia feroce. Sconfitto il marxismo e la lotta di classe evaporata e omologata alla borghesia, alla sinistra è rimasto ben poco. Una serie di richieste strane ( diritti civili) molto lontane da una lotta per un'equa distribuzione del reddito.
      Oggi ho visto Serena e Maria, l'americana fa paura. Se la guardi bene nel viso ha l'espressione feroce di un ghepardo.
      Ciao Brunella.

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  4. ciao gussino, pure ciccina ha visto il ghepardo! ma come si allega un'immagine qui???

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  5. No, niente immagini, ma puoi darmi l'URL.
    Il tennis è potenza. Hanno la struttura dei nuotatori e la velocità della battuta raggiunge la velocità di 200 all'ora.
    Ciao Brunella.

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  6. niente url. E' una foto di ciccina con il ghepardo!... ohhh...siam arrivate in semifinale di doppio al Garros...!!! (Juniors). E domani qui iniziamo gli esami. ciao bru

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  7. Allora, per gli esami, in bocca al ghepardo.
    Chissà quanti sacrifici avrà fatto Serena per trasformare la ciccia in muscoli.
    Certo che vedere Sara Errani mi fa pensare che a Bologna usano ancora il rosso d'uovo con la marsala.
    Ciao Brunella.

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  8. Gus!!! Esami finiti ieri. Attenderemo verdetto... da noi niente rosso d'uovo ma gelati e gogò. cioa Gusssss

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